Christian Grey, Manzoni, Dante & altri punti di vista

Scusate, ma ho bisogno di un momento culturale. Ed è arrivato il momento. Tudei is de dei. In realtà sarebbe giovedì prossimo, ma il pippone esce di domenica, non è che possiamo pretendere.

Uscirà l’epopea, la parte di lui delle 50 sfumicature di grigio, Grey. Ottimo direi. Siamo già tutte in trepida attesa di scoprire i segreti di Christian, se era così suonato per qualche motivo o se non dorme con le donne perché sotto la doccia gli piace cantare la sigla di Friends a volume da bolliti facendo solo “Turuttuttù- turuttutturu…” Secondo me il segreto che lui nasconde è che in realtà lui è Dawson di Dawson’s creek.  Ha cambiato identità ma è lui, e pista tutte le donne per il suo arcaico desiderio di pistare Joey Potter che a onor del vero due sberle eccome se se le meritava. Era così un dito in culo che l’avrebbe menata anche Gandhi coi rotoli del Mar Morto.

Devo dire però che sento la vera ispirazione dietro sto libro. Non mi sembra per niente una roba commerciale. Brava, brava la scrittrice che dopo aver fatto uscire la versione pornocretina di Twilight adesso fa uscire la versione pornocretina del punto di vista di Edward, che la Meyer (quindi l’autrice di Twilight, mica della Critica della Ragion Pura) aveva scritto ma ha ritenuto così scema da non farla uscire. Lei ci ha risparmiate, Christian no. Questo si che è masochismo.

Ma se questa moda parte, se prende piede questo trend di sdoganare i punti di vista, siamo rovinati. Si aprono orizzonti sterminati! Ogni personaggio, dal più fondamentale al più scaghetta, correrà in cerca d’autore, che Pirandello buonanima si trova occupati pure i sabati e le domeniche fino al 4015. Ci sarà una fila fuori da casa sua che neanche fuori da Unieuro quando cominciano gli sconti sui televisori. E io voglio aiutarlo.Perché ci sono almeno 3 personaggi la cui versione della storia avrei voluto disperatamente sentire.

  1. Il principe azzurro

Sì, perché, scusate, le fiabe sono terribilmente antimaschio. Loro, le donnole, fanno tutto: vanno, scappano, vengono braccate, maledette,  accettano mele dalle sconosciute, prendono il tetano dagli arcolai arrugginiti, gli appare in casa gente discutibile che gli mette scarpette di cristallo (che saranno mica scomode! Se becchi un sampietrino sei finita!) poi muoiono come delle tamburelle, e alla fine arriva Polly. Cioè il principe azzurro. Ma lui, nel frattempo… ma dove cazzo è stato?

Quello di Biancaneve, faccio per dire. E’ arrivato là, ha fatto “ciaone” e addio. Non si è più visto fino alla fine quando ha avuto un attacco di necrofilia acuta in un bosco in cui stava passando per motivi ignoti ai più e sconosciuti ai meno, ha visto in una bara una ragazza che aveva visto una volta ma che manco sapeva come si chiamava e ha deciso indebitamente di slinguazzarne il cadavere. E’ una roba ben strana, a parer mio.

O il principe di Cenerentola? Gli era rimasta solo la scarpetta e ha deciso di provarla a TUTTE LE DONNE DEL REGNO. Un genio un filo feticista. Ma figlio di Dio, non ti ha sfiorato manco per scherzo l’idea che tu con la tizia ci hai passato TUTTA UNA SERATA.  Te la ricordi, così, per sommi capi!

Non dico che devi fare l’identikit all’FBI ma Signore mio, capisci bene che se era una bassina taglia 44, già quelle alte come i cosacchi, prosperose da Oktoberfest e un pochino abbondanti di cintura possiamo scartarle, ok? Suoni, tipo testimoni di Geova, guardi, se in casa ci sono solo Mara Venier e Antonella Clerici dici “grazie tante, arrivederci!” Se era capelli media lunghezza biondo cenere, incarnato chiaro,  quelle coi capelli di Rapunzel o viceversa il caschetto moro della Cristoforetti puoi escluderle, no? Sicuramente Skin è fuori dal giro, diciamo! O hai un regno di sosia? La versione medievale del Tale e Quale Show con Amadeus come Granduca? Tutti cloni come in Star Wars? Anche le sorellastre non ci somigliano per un cactus e andare a tappeto e smanacciare tutte le fette di gorgonzola del Regno mi pare un filino uno spreco di risorse.

E allora ci vuole il libro che ce lo spieghi. Eccone un brano.

“Minchia la devo smettere di fare il figo e non mettermi gli occhiali e poi andare alle feste per rimorchiare, che poi succedono ste cose. Certo, poi se smettessi di andare dietro alle pazze suonate sarebbe anche un grosso guadagno. Chissà, forse era ricercata. O magari le scappava. Gliel’ho detto a mio padre che quel salmone lì non mi sembrava mica tanto fresco. Lui dice che ce l’hanno mandato da Arandelle, ma secondo me era surgelato.

Certo, Eric è messo peggio. Si è raccattato una quattordicenne muta e nuda naufragata sulla spiaggia. Sti cazzi di extracomunitari stanno dappertutto, mannaggia”.

Tratto da: Principi morali.

  1. I promessi sposi

E qui scusatemi ma volevo la versione di Lucia. L’on board della contadinella sul lago di Como. Perché secondo me la versione di Manzoni ciurla nel manico. Che Manzoni fa vedere Lucia tutta remissiva, tutta santa… ma anche Lucia era umana! Sono una donna, non sono una santa! Aveva gli ormoni! Pochi, da lato, ma ce li aveva!

E poi Renzo non era proprio un granché. Non era sto Riccardo Scamarcio di noantri, visto che in tutto in libro non una donna ci prova con lui. Oh, va a Milano, la rivolta, manca poco becca anche il gay pride, e nessuna donna gli si avvicina a dire “ciao carino, ti va una birra?” Manco nel periodo della peste che, voglio dire, c’era poco da essere selettivi. Lucia per rimanere vergine deve fare il voto, a lui invece gli riesce benissimo. E’ un talento naturale.E sicuramente non è che brillasse d’intelligenza. Era una brava persona, così, discreta, a un certo punto diventa anche una sorta di parlamentare nostro ante litteram, che non sa che sta dicendo però lo dice urlando, però bo’… comunque sia non è che fosse in lizza per il Nobel.

Don Rodrigo era: di discendenza spagnola, quindi sanguigno, ricchissimo, come minimo somigliava pure a Thyago Alves! Era pure bello deciso, sapeva cosa voleva e andava a prenderselo, non stava lì ad aspettare e a portare i polli agli avvocati! Capite bene che se c’è uno carino, un po’ grullo, però stabile, e un altro mentecatto, pazzo, passionale, irrispettoso e bellissimo, una donna non ha proprio dubbi con chi andarsi a infognare.  Proprio si mette ai blocchi di partenza e aspetta lo sparo. Come minimo quando sono andati a dirglielo che la voleva, Lucia in testa sua stava già facendo le valigie. A dire “eh sì, siamo vasi di coccio tra vasi di ferro, mamma mi passi la foto di papà e la camicetta verde che sta lì appesa, per favore?”

Capite bene che mettendosi nei panni di Lucia non ci sono proprio dubbi! E allora il suo libro “Che pasticcio, Lucia Mondella!” comincerebbe così:

“Caro Diario

Sul  quel ramo del Lago di Como…ho fatto un casino che levati!

Stavo passando e non ho beccato don Rodrigo? Maria che bono! Ho fatto il giro dei santi e martiri per passare dove stava lui a fare il match definitivo di ping-pong coi bravi! Solo che stavolta mi sa che l’ho guardato troppo, che se n’è accorto. Madonna mia. Non posso lasciare Renzo, mi devo pure sposare, ho prenotato. Mia madre mi uccide.”

  1. Virgilio

Me lo sono sempre chiesta, nelle lunghissime ore di Divina Commedia che ci propinavano durante il Liceo. Ma Virgilio, poveraccio, che stava lì nel limbo a giocare a biliardino con Socrate ed è andata Beatrice a dirgli “Virgi, c’è questo, mi fa una sorta di stalking, non è che me lo levi dai piedi? Cioè io sono anche morta ma lui mica si è rassegnato! E dire che comunque la soluzione era abbastanza definitiva, voglio dire! E’ proprio maniaco dentro! Però mo’ ha fatto un casino col satellitare ed è all’inferno, che gli fai un po’ da guida turistica almeno me lo levi dai maroni?”

E Virgilio è andato, povero Cristo anche se era pagano. Come sarebbe suonata la Divina Commedia narrata da Virgilio?

Toccommi in sorte sto celenterato

col naso adunco e invero un poco fesso

e di velluto rosso s’è abbigliato

 

crede di esser divino, invece è un cesso!

Dice di esser poeta laureato

ma sviene veramente troppo spesso!

 

E boom! Va giù come una pera cotta

io appresso a lui perdendo la ragione

E per rialzarlo ho la schiena rotta!

 

St’inferno sembra un’allucinazione

di questo Dante che stava un po’ in botta

non gli servivo io, ma un Cicerone!”

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